Entroterra salentino, i Dolmen di Giudignano

Anche quest’anno  il mese di Ottobre  propone mille opportunità a chi sceglierà il Salento per riposarsi, rigenerarsi o praticare attività fisica. E se c’è un posto che permette di dare a questo periodo di ricarica e di relax un taglio costruito su misura, questo è il Salento. Ai gioielli naturalistici, quali campagne con vigneti, oliveti infiniti e secolari, piccolissimi corsi d’acqua, boschi e prati, che hanno permesso a questa fetta di territorio pugliese di diventare famosa in tutto il mondo, si affianca una proposta di vacanza singolare, alla scoperta dei Dolmen di Giudignano. Il dolmen è il piú antico monumento megalitico presente in Salento, il nucleo centrale di un’arte preistorica.

I dolmen sono sostanzialmente costruzioni megalitiche con un’entrata e una cella fatta di grandi blocchi di pietra. Vennero probabilmente costruiti in periodi di benessere economico dove esiteva una complessa e organizzata società gerarchica. I dolmen ancora integri presso Giurdignano sono ben sette, ma di molti altri si ha notizia, sebbene i loro resti non siano più localizzabili. Il fine dei dolmen non è stato completamente chiarito, anche se vengono generalmente considerati posti di venerazione. Molti dolmen, a detta degli stessi contadini che ancora qui abitano, vennero atterrati quando cominciò a farsi il dissodamento di quei terreni sino ad allora macchiosi e abbandonati. Comunque un esempio ancora ben tenuto è il dolmen Orfine con probabile funzione di “altare”, posto sulla strada che conduce a Minervino. Si presenta con una piccola lastra  solitario e maestoso tra il verde dei mandorli e l’ombra degli ulivi.

Le prime opportunità alle quali si pensa per visitare i dolmen, sono quelle legate alla natura. In Salento ci si immagina anche ad Ottobre sdraiati su un prato, a passeggio nei boschi, con lo zaino su un sentiero tra olivi antichissimi, e proprio a favore dei turisti che cercano questo contatto diretto con la natura Salentina sono stati creati dei percorsi fra i panorami più belli del mondo. Uno di questi conduce al dolmen Peschio, che appare con un enorme lastrone anche se le pietre di sostegno sono quasi tutte crollate. Il lastrone è inciso con scanalatura e foro.

I cicloamatori possono contare sulla rete di piste ciclabili, che ogni anno si arricchisce di nuovi segmenti in Salento. Sono svariati i chilometri dedicati agli amanti delle ruote, che hanno a disposizione tracciati fra di loro molto diversi, adatti alle esigenze di grandi e piccini. Punto di approdo sicuro per le famiglie e gli amanti della natura e del’archeologia sono il Dolmen Gravasce e il Dolmen Stabile. In direzione di Minervino infatti, percorrendo la strada in bicicletta, si trova il dolmen Gravasce con suggestive incisioni sul bordo.  In poche pedalate a Giurdignano, si può fare un percorso a ritroso verso un periodo ancestrale della storia dell’umanità, seguendo tracce ora lievi ora maestose, un vero e proprio percorso in grado di affascinare chiunque: in direzione di Giuggianello vi è uno dei dolme più belli, il dolmen Stabile, un’imponente pietra orizzontale sostenuta da altre tre e da numerose piccole pietre; il lastrone mostra, sulla superficie, un bordo inciso e due segni che convergono a formare una V. Nelle vicinanze si possono vedere delle pozzelle con canaletti di scolo. Qui il fascino ammalierà i visitatori, perchè sicuramente il dolmen Stabile era una sorta di altare, circondato da un’enorme costruzione megalitica. I due segni incisi sulla lastra orizzontale puntano verso il punto in cui sorge il sole da Capo d’Otranto nel giorno del solstizio d’estate ed in quello del tramonto.

In questa zona, a dire il vero, tutta l’area è disseminata di enormi lastroni in pietra che presentano incisioni di vario genere. Per alcuni si tratta dei resti di una sorta di Stonehenge italiana, oramai perduta. Sul fronte dell’offerta culturale, in Salento non mancheranno le manifestazioni ed i festival più importanti organizzati sul territorio, in Ottobre, ma anche le proposte dei musei e alle iniziative studiate per valorizzare il patrimonio artistico provinciale.

Il Salento mette sempre a disposizione, in qualsiasi stagione programmi ricchi di iniziative  e improntati alla promozione di una nuova mentalità eco-sostenibile, per cui la visita delle campagne alla scoperta dei Dolmen sarà ben seguita da tutti i punti di vista, anche se ci si spinge fino a Chancuse, dove il gigantesco dolmen Chiancuse si lascerà ammirare in tutto il suo splendore. Nei pressi vi è anche un enorme lastrone megalitico che copre una cisterna. Poco oltre vi sono i dolmen “gemelli” Grassi, si tratta di un esempio unico in tutta Italia, che vale la pena ammirare.

Non può mancare in Salento l’offerta enogastronomica che focalizza la propria attenzione sulle Strade del Vino e dei Sapori e sulle eccellenze produttive tipiche, un concentrato di gusto e di salubrità. E si potranno trovare numerose e ricche offerte in tal senso anche visitando i dolmen di Bisceglie, infatti sulla strada per Corato si trova la Chianca, e vicino a Cimadomo la Tavola dei Paladini; tra Bisceglie e Ruvo si trova un dolmen chiamato Albarosa e un’atro vicino ad una masseria chiamata masseria Frisari. Anche a Melendugno nella zona del leccese ci sono vari dolmen per esempio la Placa ad 1 km sulla strada per Calimera, e il Gargulante. I dolmen di tutta la Puglia, ma soprattutto di questa parte del Salento divennero conosciuti in tutta Europa, attraverso i lavori dei primi studiosi legati al romanticismo, anche se per molti anni sfuggì quasi a tutti l’imponenza e l’importanza di questo enorme patrimonio.  Ancora oggi, deve essere fatto uno studio sistematico ed approfondito di questi monumenti, ma quello che conserva Giurdignano è un vero e proprio tesoro, il “giardino megalitico d’Italia”.

 

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